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Luogo di Partenza Dal termine della strada asfaltata oltre il santuario di Santa Elisabetta (1404m), (Torino). Avvicinamento Si raggiunge da Castellamonte o da Cuorgnè verso Borgiallo, seguire le indicazioni per il Santuario di Santa Elisabetta. Oltre il santuario si incontrano le paline indicative per il sentiero che parte dal termine della strada asfaltata. Descrizione Ultimamente il tempo è davvero incerto e le previsioni sempre brutte. Stanchi però di perdere l'occasione di una buona escursione speriamo fino all'ultimo. Così domenica, quando ci svegliamo verso le 8,30 e vediamo qualche raggio di luce, decidiamo di partire per la Quinzeina, tranquilla escursione sulle prealpi canavesane. Stavolta siamo io, Daniela e Pier che per la prima volta viene su queste montagne. Anche per me la Quinzeina è cosa nuova mentre per Daniela dev'essere la quindicesima volta che sale su di quà. Essendo un'escursione facile e non lunga la prendiamo con calma. Salendo verso il santuario di Santa Elisabetta vediamo le nuvole che coprono giusto le due punte, la Quinzeina comprende infatti due punte: la sud (Quinzeina di Santa Elisabetta, 2231) e la nord (Quinzeina di Frassinetto, 2344m). La punta nord si può raggiungere dalla sud in cresta, scendendo e risalendo al colletto che le separa. Partiamo verso le 11 risalendo il sentiero verso la dorsale sud. Camminiamo in tutta tranquillità purtroppo senza poter ammirare un gran paesaggio causa nuvoloni sparsi ovunque. Oltre i Tre Denti (1738m) le nuvole si aprono un po' e vedo le due punte con le due croci metalliche identiche, che sembrano più che altro parafulmini. Tra l'altro questa è una zona dove ai fulmini piace molto scaricarsi. Oltre la metà del percorso la via si fa leggermete più ripida passando da prato a roccie. La punta sud è molto vicina e la vediamo sempre più grossa. La nostra prima meta però è la punta nord pertanto ci portiamo al colletto nord appena sotto la punta sud. Da lì cominciamo a percorrere la cresta, il sentiero passa sul versante di Frassinetto ma io mi diverto di più a seguire fedelmente il filo di cresta. Nonostante Daniela sia venuta qui diverse volte non è mai stata alla punta nord quindi anche lei ha modo di percorrere un sentiero "nuovo". Quassù la nebbia, le nuvole sono davvero fastidiose per l'umidità che portano, oltre al fatto che non ci permettono di vedere il susseguirsi delle cime della Bella Dormiente. In meno di 2 ore siamo sulla punta nord, qui c'è ancora un po' di neve ma durerà ancora pochissimo. Ci sono circa 6 gradi e con l'umidità che c'è preferisco indossare una maglia asciutta, quindi ci sediamo comodi a mangiare e bere cercando di scorgere tra le nuvole il poco paesaggio che ci viene offerto. Il resto lo immagino. Fatta poi la foto di rito sulla cima torniamo verso la punta sud che raggiungiamo in 30 minuti. Anche qui lo spettacolo è uguale così un po' sconsolati cominciamo a scendere a valle. Pare che in pianura il sole non sia mai mancato, che rabbia. Camminando lentamente arriviamo alla macchina verso le 15,30 dispiaciuti per la nebbia (anche se le previsioni erano chiare) ma comunque soddisfatti del rendimento tenuto in salita.
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