Punta Champlon (2678m)
Punta di Soleron (2887m)


Via di salita/discesa: cresta O
Difficoltà: F, I

Dislivello: 1767m
Tempo di salita: 3,50 ore
Tempo di discesa: 2 ore



Luogo di Partenza
Allesaz (1120m) frazione di Challand St.Anselme in Val d'Ayas (Aosta).

Avvicinamento
Autostrada Torino-Aosta uscita Verres. Salire per la Val d'Ayas direzione Brusson-Champoluc. Salendo si incontra prima il comune di Challand St.Victor e subito dopo quello di Challand St.Anselme. Superare il capoluogo Quincod e seguire le indicazioni per Allesaz. E' possibile parcheggiare nei pressi della chiesa. Seguendo a piedi la strada che entra in paese si incontra un piccolo ponticello con le indicazioni per il sentiero che conduce alle baite di Moulaz.

Descrizione
Mi sveglio alle 8 ma ancora non so qual'e' la meta di oggi. Mentre mi preparo decido di andare alla Punta Champlon. Partenza da Allesaz (1120m) alle 9,30 e salita a Moulaz (1885m) in 42 minuti. Il sentiero e' facile e ben segnato nonostante l'alluvione del 2000 l'avesse parzialmente rovinato. Arrivo a Moulaz con l'idea di fermarmi un po', ma alla fine rimarra' un'idea. Passo le baite e mi dirigo verso la cresta ovest del Champlon. Entro ancora in un boschetto e qui il sentiero diventa una traccia, ci sono anche un paio di ometti ma solo nel bosco. Una volta fuori, sulla cresta, la via si fa ancora meno intuitiva. Si potrebbe facilmente passare dal vallone che sale dritto verso la cima e nel quale la via e' indicata addirittura da qualche freccia gialla. Ma la cresta e' piu' divertente anche dal punto di vista alpinistico. Supero' cosi' alcuni passaggi di arrampicata semplice mentre, essendo solo, quelli un po' rischiosi li aggiro. Mi fermo a fare delle foto e ne approfitto per prendere un po' di fiato. Mi manca poco alla cima e questo mi spinge a continuare. in 1,30 ore da Moulaz sono sulla cima, dove una brutta croce di ferro funge da parafulmine. La giornata e' stupenda, si vede tutto all'orizzonte: il Rosa, il Bianco, il Grand Combin, tutte le Becche della valle, il Chasten e la Punta di Soleron. Paolo mi telefona proprio pochi minuti dopo che ho raggiunto la cima. E' dalla Cesi e con Giovanni mi vede col binocolo. Sono contento e soddisfatto, ho fatto una bella camminata, un buon dislivello in poco tempo. Mangio tranquillo e guardo il Soleron. Sono a due passi, il tempo e' ottimo, la cresta non sembra difficilissima. Non e' tardi, ho un po' di tempo e posso andare a vedere com'e' la via. Parto con l'idea di andare a dare un'occhiata ma alla fine so che sto andando fino alla cima. La cresta che collega Punta Champlon a Punta di Soleron presenta diversi passaggi esposti su ripido pendio di prato verso il Vallone di Chasten e strapiombo su Frudiere. Alcuni passaggi su blocchi e rocce sono facili altri piu' complicati ma e' tutto aggirabile verso Chasten, sempre facendo attenzione a non scivolare sull'erba. E' presente anche un bel diedro di circa 12 metri che pero' ho aggirato sempre per il fatto che e' un rischio abbastanza alto quando si e' da soli. Dal Champlon il dislivello e' poco ma il giro su cresta e' delicato e mi ha richiesto 47 minuti. Dalla cima del Soleron si vede molto bene il Mont Nery che da qui fa davvero impressione. La cresta che dal Soleron sale al Mont Nery appare ancora meno breve e banale di quella che ho appena percorso. Sono le 13,26 e adesso non ho davvero tempo di tentare di arrivare sul Mont Nery. Dopo qualche scatto di foto torno indietro, passo sotto Punta Champlon e mi porto a Moulaz in 1,35 ore. Da qui raggiungo Allesaz in 35 minuti quasi di corsa.



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